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Estate 2019, la scuola è finita. Centro estivo, nonni o babysitter?

bambini parco giochi centri estivi

Centri estivi, nonni o baby sitter? Adesso che la scuola è finita, se mamma e papà lavorano, dalle 8.30 in poi chi si prende cura dei bambini? Non esiste una soluzione migliore in assoluto, ma la più giusta per il tuo bambino e la più compatibile per la tua famiglia. Continua la lettura e scopri perché.

Come tutti genitori sanno bene, a proprie spese, le vacanze scolastiche durano circa tre mesi (11-12 settimane).  Un po’ meno quelle degli asili nido e delle scuole dell’infanzia. Le ferie di una persona che lavora  massimo tre settimane. Una rarità chi ne fa quattro, soprattutto filate. Il risultato: 8, 9 settimane di vuoto da gestire nella cura dei bambini. Il che vuol dire preoccupazioni, cose da fare e da gestire, una spesa economica non indifferente.

E allora, come si risolve? E poi, starai facendo davvero la scelta giusta?

Centri estivi sì o no? Ogni età ha la sua risposta

La risposta alla domanda dipende da un insieme di fattori. Disponibilità economica della famiglia, età, carattere e attitudini del bambino, abitudini. Una regola però è certa ed è valida per tutti.

La prima settimana, riposo

Considera che tuo figlio viene da un anno di risvegli forzati, colazioni al volo, corse in macchina per arrivare in orario all’asilo o a scuola. Se ha più di tre anni, di solito ha anche affrontato tutta una serie di attività pomeridiane. Il calcetto, il catechismo, la piscina, la danza, l’inglese e chi più ne ha più ne metta. La prima settimana, non si merita il riposo totale? Il rifiuto di ogni orario, di ogni costrizione, di ogni impegno. È anche il suo momento di annoiarsi un po’. La noia per i bambini è importantissima: stimola la creatività e permette loro di scoprirsi, di conoscere i propri gusti e aspirazioni.

Quindi – a meno che per ragioni organizzative non sia proprio impossibile – lascia che tuo figlio la prima settimana dopo la scuola non faccia assolutamente nulla. Centro estivo a casa. Se non c’è un nonno sitter ad occuparsi dei bambini, una zia, o tu non puoi prendere ferie, potrebbe essere il momento ideale per sperimentare una baby sitter condivisa. Cerca una baby sitter insieme alla famiglia del migliore amichetto di tuo figlio, almeno per due o tre giorni; oppure dividi le spese della tua baby sitter abituale. Il resto del tempo, basterà che un giorno di ferie lo prendi tu e uno un altro genitore e voilà, la prima settimana è già passata. Se riesci a farlo per due settimane, meglio ancora.


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Se tuo figlio ha meno di tre anni

Di solito, non esiste una scelta esclusiva. E la maggior parte delle famiglie se la cava praticando la nobile arte del mix. Sì, mix fra soggiorni dai nonni, ferie di una settimana di ciascun genitore a rotazione, settimane ai centri estivi, scambi ospitalità con famiglie di amici e così via. 

Per i bambini piccoli, sotto i tre anni, la scelta quasi non si pone. I centri estivi non sono consigliati, tranne quelli organizzati da strutture che durante l’anno offrono servizi di asilo nido o baby parking. Meglio che a occuparsi del bambino sia una baby sitter, all’interno del suo ambiente. Se durante l’anno il bambino ha già una baby sitter meglio così. Basterà prolungare l’orario e adeguare il costo baby sitter alle nuove esigenze.

Se invece il bambino non ha una baby sitter, bisogna prepararsi con un po’ di anticipo. Non solo per scegliere la baby sitter giusta, ma anche per abituare il bambino alla baby sitter. Ma una volta completato tutto l’iter, il bambino sarà a posto: potrà passare del tempo a casa, uscire ogni giorno per andare ai giardini oppure ai giochi, ma il tutto in tranquillità e nella continuità dell’ambiente domestico. Tra l’altro le  giochi per bambini di 2 anni non mancano.

Una buona soluzione per i mesi estivi, adatta ai bambini sotto i tre anni, può essere quello di ricorrere ai servizi di una tagesmutter o nido famiglia: in questo caso il bambino non rinuncia alla compagnia dei coetanei e al gioco strutturato, rimanendo tuttavia in un ambiente a sua misura. Molte tagesmutter organizzano dei centri estivi. Per vedere se c’è qualcosa nella tua regione puoi cercare fra i nidi della rete Scarabocchiando a casa di oppure chiedere all’Associazione  Nazionale Domus.

Se tuo figlio è più grandicello

Se il tuo bambino ha più di tre o quattro anni e già frequenta la scuola materna, i centri estivi diventano una soluzione più praticabile. Ce ne sono di tutti i tipi, in tutte le città grandi e piccole. Come scegliere un centro estivo è argomento che trattiamo in un altro post, ma l’importante è che sia adatto alle attitudini e i gusti del bambino.

Quindi nientecampo scuola a cavallo se tuo figlio è un po’ pigro; se invece è timido,  meglio le attività più strutturate e guidate  (come i campi organizzati dai bioparchi o dalle scuole di teatro per bambini, tanto per fare un esempio) che i campi più “selvaggi”, dove potrebbe sentirsi un po’ sperduto.

In ogni caso, l’importante è considerare i centri estivi per bambini come un’occasione di svago, di vita all’aria aperta, di incontro con altri bambini. Quindi bene, per esempio i campi in lingua inglese se sono fatti per giocare. Ma non aspettarti che tuo figlio apprenda il più possibile, non metterlo sotto pressione. Come dicevamo all’inizio, la scuola è finita!

Per una settimana o due, quindi sì ai centri estivi. Per il resto del tempo, in attesa che anche mamma e papà prendano ferie, ci sono i nonni! Se il bambino è grandicello, la soluzione più agevole – se possibile – è quella di fare qualche settimana di vacanza con i nonni lontano dalla città, magari affiancando una babysitter aiuto compiti. Questa è una della soluzioni più praticate dagli italiani, che più di altri paesi europei contano molto sulla rete familiare per avere un sostegno nelle proprie necessità familiari, pratiche od economiche. D’altro canto, uno dei maggiori fattori deterrenti al ricorso ai centri estivi è proprio il loro costo. E allora, meglio ricorrere all’aiuto – gratuito – della famiglia.

Quanto costano i centri estivi

Molto, i centri estivi costano parecchio. Davvero non sono a portata di tutte le tasche. Fanno eccezione i centri estivi comunali che però sono pochissimi soprattutto nelle grandi città; oppure i centri estivi che prolungano le esperienze di pre- e post-scuola, di solito gestiti da cooperative. Dei costi dei centri estivi si è occupata in tempi non lontani (2017)  l’Adoc (Associazione Difesa Orientamento Consumatori),  che ha fatto un’indagine sui costi.

[I centri estivi provati] offrono servizi che partono da quelli base (assistenza, giochi e pasti) a completi (attività specifiche artistiche e fisiche. La spesa oscilla dai 60 euro a settimana fino ai 250 euro a settimana a bambino (dai 3-4 anni fino ai 12-14 anni). In media si spendono 155 euro a settimana (giornate da mattina a pomeriggio). Possibili sconti fratelli, dal 10 al 20%.

Nei centri estivi comunali va un po’ meglio:

Si spende in media tra i 35 e i 40 euro, con riduzioni dal 2°figlio in poi – gratuito per genitori con redditi ISEE molto bassi (variabili da comune a comune).

Quindi, è evidente che l’aiuto dei nonni serve, eccome. Se ipotizziamo infatti di coprire 6 settimane (il minimo minimo, da metà giugno a fine luglio) con i centri estivi, abbiamo una spesa media di 930 euro  a bambino.  Molto, per la maggior parte delle famiglie.

Be, ora che sai tutto non ti resta che scegliere. Centri estivi, nonni o baby sitter? Oppure un mix dei tre? Facci sapere come ti sei organizzata!

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